Salute
Le cause 3/6
Parte 3 di 6

La scienza dietro il legame olfatto-cervello

La scienza dietro il legame olfatto-cervello

Quando i neuroni olfattivi lanciano l'SOS

Il legame tra olfatto e Alzheimer non è casuale, ma radicato nell'anatomia del nostro cervello. Il bulbo olfattivo - la struttura che elabora gli odori - è direttamente connesso all'ippocampo e alla corteccia entorinale, le prime aree colpite dalla malattia.

Le ricerche hanno dimostrato che le placche di beta-amiloide, caratteristiche dell'Alzheimer, si accumulano inizialmente proprio in queste zone. Quando i neuroni olfattivi iniziano a degenerare, inviano un segnale d'allarme che precede di anni i sintomi cognitivi.

Il meccanismo della degenerazione

Uno studio pubblicato sul Journal of Alzheimer's Disease ha evidenziato che le persone con difficoltà nel riconoscere odori specifici - come menta piperita, pesce, arancia e rosa - presentano un rischio del 50% più alto di sviluppare deterioramento cognitivo nei successivi quattro anni.

La scoperta più rivoluzionaria? Non tutti gli odori sono uguali: alcuni profumi sembrano più sensibili di altri nel predire la malattia.

Esistono modi concreti per valutare e proteggere il nostro olfatto?
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